MORNICO AL SERIO

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MORNICO AL SERIO

Testo: Mario Colombo
Foto: Mario Colombo

 

 

Il paese ha origini risalenti all'epoca romana, come testimoniano alcune sepolture rinvenute lungo la via Francesca, antica strada romana che si sviluppa da est ad ovest, tuttora utilizzata dalla viabilità moderna come arteria di scorrimento. I primi documenti che attestano l'esistenza del paese risalgono all'anno 1002, in pieno medioevo. In tale epoca il paese risentì solo marginalmente delle lotte che avvenivano, nei paesi limitrofi, tra guelfi e ghibellini. Venne posto sotto la tutela comunale di Bergamo nell'anno 1220, fino all'inizio del XV secolo, quando passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Innumerevoli sono le costruzioni degne di nota: in primis Palazzo Perini, oggi sede municipale, che presenta un bel porticato risalente al XVII secolo. Meritano menzione anche Villa Terzi-Dolci, dotata di colonne in stile toscano, ed il Palazzo Alessandri-Biasca che dispone di un parco interno ed una piccola chiesetta. La chiesa parrocchiale, dedicata a sant'Andrea, è stata edificata nel corso del XX secolo e consacrata da Angelo Roncalli, il futuro Papa Giovanni XXIII. Questa opera, in stile barocco, è attigua alla vecchia parrocchiale dell'Addolorata, risalente all'Xi secolo, che presenta un interessante presbiterio in stile romanico. Interessanti sono anche le due chiese collocate in aperta campagna: la prima, dedicata a santa Valeria, risale al XVI secolo, mentre la seconda, intitolata a san Rocco e posta dove in passato si trovava un cimitero (per questo chiamata anche chiesa dei morti vecchi), presenta un'inconfondibile pianta a sezione ottagonale. Collocata nel centro storico di Mornico al Serio, troviamo la cascina denominata "castello" per la sua particolare torretta è stata protagonista di alcune scene del film "L'albero degli zoccoli" di E. Olmi, girato a Mornico al Serio, Cividate al Piano, Palosco, Martinengo e Cortenuova.

 

CHIESA VECCHIA DI SANT’ANDREA

L’antica Chiesa di S. Andrea in Mornico al Serio, ora dell’Addolorata, fu la prima parrocchiale delpaese, costruita in onore del grande apostolo Andrea. Nei mille anni della sua storia vi sono stati celebrati battesimi, matrimony, liturgie funebri e vi sono stati seppelliti anche I korti: in essa sis ono svolte le fasi principali della vita di una persona, dalla nascita fino alla morte. E’ sempre stat ail cuore della vita religiosa della comunità. Per questo la popolazione di Mornico ha sempre avuto un particolare affetto di questa Chiesa, che è un vero gioiello d’arte e di fede. In fatti all’interno, è tutto uno splendore di affreschi, che nel silenzio della Chiesa invitano al raccoglimento, alla meditazione, alla preghiera. Molti sono opera delpittore Maffiolo da Cazzano (1477), ma ci sono affreschi anche di altri pittori del period medioevale. In essa è raccontata la storia di 1000 anni della gente di Mornico: è quindi un luogo della memoria che va conservato e tutelato per le future generazioni.

 

CASCINA CASTELLO

Davanti all’ingresso dell’edificio delle scuole elementary si può ammirare il grande complesso impropriamente chiamato castello. Si tratta di una tipica costruzione rurale, da tempo disabitata, di proprietà comunale, disposta su tre lati (la parte occidentale è stata abbattuta). La parte più antica è quella a sud e a est, costituita da stalle e fienili con logge in legno sostenute da rustiche colonne cilindriche, forse risalenti al sec. Xv; sul lato nord sorge la casa padronale di epoca posterior, fiancheggiata dalla torre secentesca sovrastante il portale d’accesso alla campagna. Sulla facciata della casa padronale si notano resti di affreschi di soggetto religioso. Tutto il grande complesso è stato reso agibile per le varie manifestazioni che vi si svolgono (es. Festa sull’aia) mettendo in sicurezza tutti I tetti e facendo le solette in cemento armato dove ci poteva essere pericolo, pensando a tante soluzioni sulla destinazione d’uso dell’immobile. Per il momento non si è fatto nulla e il complesso rurale è completamente vuoto con i soli alberi di noci nel cortile. Lungo la palizzata di legno che fiancheggia la strada spesso si fermano dei forestieri per guardare l’interno e vedere I luoghi dove sono state girate alcune belle scene del film “Lalbero degli zoccoli” di Ermano Olmi, palma d’oro al festival di cannes nel 1978.

 

PALAZZO DOLCI

Palazzo Terzi (ora Dolci) è un palazzo grandioso, eretto tra il XVII e il XVIII secolo a sud-est del centro abitato sulla strada Calciana. Con un sentiero attraverso il brolo si poteva giungere ad un grande cortile circondato da loggiati di legno sostenuti da pilastri in latterizio e le abitazioni dei contadini. Una parte del cortile, quella più prossima al palazzo, era costituita da un palazzetto con elegante portico in facciata. Ora tutto è a rischio di degrade. Il palazzo vero e proprio è una bella dimora settecentesca a tre piani, citato nelle fonti del tempo come una delle ville più note della bergamasca e definite “Villa delle delizie” (nome ora dato all’Agriturismo creato dai proprietari nella parte sud del palazzo). L’ala a nord è quella abitata ed è in condizioni discrete con portico ad archi sul davanti e una sequenza di sale con volte a stucco all’interno. Ad est il cortile interno è chiuso da un porticato di servizio alto un piano. Nella parte sud, oltre il maestoso portale in pietro, v’è l’androne d’ingresso che termina in un passaggio a volta, che corre lungo tutto il corpo di strada e dà accesso sul lato destroy alle cucine e alle sale da pranzo dell’agriturismo e sul lato sinistro ad un ampio scalene a tre rampe, che una volta costituiva l’ingresso aulico al primo piano dov’è tuttora la cappella di famiglia dedicate alla Vergine addolorata, recentemente restaurata; inoltre consentiva di accedere nell’ala occidentale ad un salone di eccezzionale ampiezza, un tempo fastoso di decorazioni e specchiare, dove si tenevano balli e concerti.

Nella seconda metà del secolo XVIII, dopo essere passato in proprietà alla famiglia dei Marchesi terzi, il palazzo fu rstrutturato su disegno del famoso architetto Bergamasco Giacomo Quarenghi (cfr. “Mandai un disegno a Bergamo al sig. Marchese Terzi per il risarcimento del suo palazzo di Mornico” G. Quarenghi, 1785). Nell’ampio brolo a nord del palazzo, ora lottizzato con ville, sorge un padiglione di caccia, forse progettato da Giacomo Quarenghi. Si tratta di un piccolo edificio a pianta rettangolare a due piani collegati da una scaletta a chiocciol in pietra inserita in una torre cilindrica che dà accesso ad un loggiato e ad una graziosa saletta; a piano terra un portico a tre lucid à accesso ad una saletta con volta decorate a Stucchi (una volta affrescata con disegni delle Quattro stagioni). Agli inizi del 1900 il palazzo fu messo in vendita con I terreni circostanti e fu acquistato dalla famiglia Dolci di Morbegno.

 

Skills

9

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